DIOCESI: FABRIANO-MATELICA
Chiesa in movimento
Il vescovo Giancarlo propone una riflessione sull’unità
La Chiesa di Fabriano-Matelica ha celebrato, dal 24 al 26 settembre, il convegno pastorale “Chiesa in movimento”. Il tema è stato voluto dal vescovo, mons. Giancarlo Vecerrica, per rilanciare in diocesi la riflessione sull’unità della Chiesa attraverso le sue espressioni concrete, come sono appunto i movimenti ecclesiali. L’argomento era stato in qualche modo anticipato dalla quinta lettera pastorale del vescovo, “Servitori della gioia”, diffusa alcuni giorni prima del convegno. Il testo è nato dall’invito del Papa a dedicare un anno di approfondimento e preghiere per la vocazione sacerdotale: mons. Vecerrica, oltre ad offrire “piste di lavoro” per approfondire la figura sacerdotale, ha indicato dei percorsi di formazione per gli “adulti che non hanno ancora trovato una loro propria definizione ecclesiale”. Nelle intenzioni del vescovo l’anno pastorale sarà certamente dedicato alla “speciale preghiera per il rinnovamento interiore di tutti i presbiteri” e alla riscoperta del “dono che essi sono per la Chiesa tutta” ma sarà anche un tempo impegnato sulla vocazione sacerdotale dell’intero Popolo di Dio, dato che il servizio sacerdotale è “servizio alla gioia”, quando esso “permette la crescita e il fiorire della vita della Chiesa”.
Scuole di santità. Ospite speciale della tre giorni fabrianese è stato il card. Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici, per il quale le aggregazioni laicali e i movimenti ecclesiali “non sono un optional, un accessorio” ma “una componente integrante della vita di questa Chiesa locale, di ogni comunità parrocchiale” e “l’espressione della vitalità della Chiesa nei nostri giorni”. Il cardinale, che ha presieduto la celebrazione finale, ha chiesto a gruppi e movimenti di essere “scuole di santità”, ovvero di fuggire dalla tentazione di “cedere all'indifferenza, alla tiepidezza, al disimpegno” e diventare sempre di più “luoghi d'incontro con Cristo che cambia la vita delle persone e scuole di preghiera”. Forte è stato l’invito anche a trasformarsi in “scuole di missione” evitando “l’autoreferenzialità, il ripiegamento su se stessi” perché “l’appartenenza non deve voler dire mai una fuga dal mondo e dai suoi gravi problemi”. Come obiettivo finale, il card. Rylko ha indicato la “comunione”, che si attua respingendo “gli egoismi che continuamente ci insidiano e generano diffidenza, gelosie, antagonismo” e praticando un “atteggiamento di apertura che porti a conoscersi reciprocamente, a collaborare in seno alla parrocchia e nella diocesi, a considerarsi alleati, amici, e non rivali”.
Ministeri necessari. Il primo giorno di convegno è stato aperto da mons. Romano Penna, docente di Sacra Scrittura alla Pontificia Università Lateranense, per il quale i ministeri, che “non sono contenuto dell’annuncio evangelico”, sono necessari, perché “senza di essi non vi sarebbe nessun annuncio”. “Tutta la Chiesa è una comunità ministeriale – ha aggiunto – e ciascuno di noi deve vivere secondo la grazia ricevuta. Una grazia non santificante, ma in funzione dell’impegno che il singolo (anche il più debole) deve svolgere per la comunità. Nessuno di noi deve quindi considerarsi inutile all’interno della Chiesa”.
Le esperienze. Il giorno seguente si è svolta una tavola rotonda aperta da Mario Landi, coordinatore nazionale del Rinnovamento nello Spirito, che ha ricordato come “i movimenti ecclesiali sono forme di autorealizzazione della Chiesa. Il loro fine non è quello della vita parrocchiale, ma quello apostolico, e devono essere considerati nella loro forma sociologica e pneumologia, ovvero, come doni dello Spirito Santo”. Ha portato la sua testimonianza anche Paolo Ramomda, successore di don Oreste Benzi nella guida della Comunità Papa Giovanni XXIII. “Il mio predecessore era appassionato di Cristo – ha affermato – e questo amore lo manifestava concretamente, attraverso la misericordia e la carità. Lo Spirito Santo ha guidato tutta la sua missione, accogliendo i più deboli e sofferenti”. È intervenuto anche mons. Antonello Napolioni, che segue i gruppi Agesci ed è rettore del seminario regionale di Ancona, sottolineando le caratteristiche dell’attività scoutistica, basata sull’avventura e il gioco, “che restituiscono uno sguardo sul futuro”. Graziella Mercuri, delegata regionale delle Marche di Azione Cattolica, ha parlato della sua associazione che si dedica alla vita della Chiesa locale, composta da uomini liberi, responsabili e “appassionati di Dio e della vita”.
L’amicizia e i movimenti. “La parola vincente, durante tutto il mio cammino, è stata amicizia”. Così ha concluso la tavola rotonda mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro. Per il vescovo, l’amicizia è “la base di ogni movimento. Un’amicizia forte, in cui Cristo è venuto e si fa presente. Ogni movimento deve essere, prima di tutto, un luogo di educazione alla fede: dobbiamo concepire la vita cristiana nella concretezza della nostra esistenza, con tutte le difficoltà e i problemi”. Al termine del convegno sono stati anche ricordatii grandi eventi che, nei prossimi mesi, vedranno la diocesi in primo piano: la Settimana liturgica nazionale, dal 23 al 27 agosto 2010, a Fabriano, e il Congresso eucaristico nazionale, dal 4 all’11 settembre 2011, ad Ancona.