MATRIMONIO E FAMIGLIA
La più bella promessa
Il Papa richiama la via della libertà, della responsabilità e della gioia
I vescovi del Brasile in visita ad limina hanno portato al Papa la loro sofferenza per la situazione di assedio alla famiglia. In realtà, a ben vedere, si tratta di una situazione comune anche ad altre parti del mondo. Un po’, ovunque, vi sono forze e voci nella società attuale che sembrano impegnate a demolire la culla naturale della vita umana.
La Chiesa ha sul matrimonio e la famiglia una visione ricca e precisa. Ne ha parlato in modo ampio il Concilio. La famiglia basata sul matrimonio è come “alleanza coniugale nella quale l'uomo e la donna si danno e si ricevono” (Gaudium et spes, n. 48). Istituzione naturale confermata dalla legge divina, la famiglia è ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione ed educazione della prole, che costituisce il suo coronamento. Addirittura, la Chiesa paragona la vita umana alla vita intima della Santissima Trinità, prima unità di vita nella pluralità delle persone.
Davanti a talune incertezze del nostro mondo – si pensi all’introduzione e alla diffusione vertiginosa del divorzio - l’insegnamento della Chiesa ricorda che la famiglia ha il proprio fondamento nel matrimonio e nel piano di Dio. Questo è il vero fondamento. Invece, oggi l’unico fondamento riconosciuto sembra essere il sentimento, o la soggettività individuale, che si esprime nella volontà di convivere. “In questa situazione – ha detto il Papa ai presuli brasiliani - diminuisce il numero dei matrimoni, poiché nessuno impegna la propria vita con una premessa tanto fragile e incostante, crescono le unioni di fatto e aumentano i divorzi. In questa fragilità si consuma il dramma di tanti bambini privati del sostegno dei genitori, vittime del malessere e dell'abbandono, e si diffonde il disordine sociale” (Discorso del 25/09/09).
Il divorzio, molte volte, genera sofferenze ed instabilità, davanti alle quali la Chiesa non può restare indifferente. La separazione dei coniugi e il divorzio hanno pesanti conseguenze sui figli. “Questi, per essere istruiti ed educati, hanno bisogno di punti di riferimento estremamente precisi e concreti, vale a dire di genitori determinati e certi che, in modo diverso, concorrono alla loro educazione”. Benedetto XVI ha lucidamente denunciato come la pratica del divorzio stia precisamente minando la necessità che i figli trovino nei genitori precisi punti di riferimento. Si diffonde un concetto di famiglia allargata e mutevole, dove si moltiplicano i “padri” e le “madri”, cosicché “oggi la maggior parte di coloro che si sentono “orfani” non siano figli senza genitori, ma figli che ne hanno troppi”.
Questa situazione, con le inevitabili interferenze e l’incrociarsi di rapporti, non può non generare conflitti e confusioni interne, contribuendo a creare e imprimere nei figli una tipologia alterata di famiglia, assimilabile in un certo senso alla stessa convivenza, a causa della sua precarietà.
Questa situazione non può essere accettata come un segno dei tempi che cambiano. “È ferma convinzione della Chiesa che i problemi che oggi i coniugi incontrano e che debilitano la loro unione, hanno la loro vera soluzione in un ritorno alla solidità della famiglia cristiana, ambito di mutua fiducia, di dono reciproco, di rispetto della libertà e di educazione alla vita sociale”. È importante ricordare che, l’amore degli sposi esige, per sua stessa natura, l’unità e l’indissolubilità della loro comunità di persone che ingloba tutta la loro vita. In effetti, Gesù ha detto chiaramente: “l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto” (Mc 10, 9), e ha aggiunto: “Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio” (Mc 10, 11-12). “Con tutta la comprensione che la Chiesa può provare dinanzi a simili situazioni - ha detto ancora il Papa - non esistono coniugi di seconda unione, ma solo di prima unione; l’altra è una situazione irregolare e pericolosa, che è necessario risolvere, nella fedeltà a Cristo, trovando con l’aiuto di un sacerdote, un cammino possibile per salvare quanti in essa sono implicati”.
Nello stesso tempo, la famiglia può essere aiutata a restare unita. Benedetto XVI ha indicato alcuni mezzi: la preghiera, pietra d’angolo di ogni focolare domestico fedele alla propria identità e alla propria missione; la laboriosità, asse di ogni matrimonio maturo e responsabile; il silenzio, fondamento di ogni attività libera ed efficace. Nello stesso tempo, occorre impegnarsi “affinché le famiglie non siano illuse e sedotte da certi stili di vita relativistici, che le produzioni cinematografiche e televisive e altri mezzi di informazione promuovono”. La Chiesa, in realtà, invita a guardare con fiducia alla grande energia del sacramento del matrimonio, che permette di superare le inevitabili prove.
MARCO DOLDI