USURA E AZZARDO. Insieme contro
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usuraUSURA E AZZARDO
Insieme contro
Denuncia e presa di posizione della Consulta nazionale antiusura

“Il mancato finanziamento da parte dello Stato delle fondazioni anti usura ci costringe a segnare il passo, mentre il bisogno preme dal di fuori negli accresciuti gridi della povertà anche misera, che aumenta”. È quanto ha affermato p. Massimo Rastrelli, presidente della Consulta nazionale antiusura “Giovanni Paolo II”, al convegno promosso oggi a Roma insieme alle associazioni e fondazioni antiusura italiane per fare il punto sulla situazione. “Anche con il nuovo governo – ha spiegato – abbiamo avuto gli opportuni e necessari contatti per far presente la situazione attuale e abbiamo dimostrato che quest’anno finanziamenti debbono assolutamente essere fatti. Per questo abbiamo anche indicato la copertura finanziaria, già consolidata negli anni precedenti”. P. Rastrelli ha parlato di “tempi straordinariamente difficili nei quali le banche hanno chiuso tutti i finanziamenti. Ne è seguita una chiusura di piccole imprese, purtroppo anche con casi dolorosi di suicidi. Noi sappiamo che non possiamo fare miracoli, ma aiutare sì. Sul piano educativo occorre presentare la sobrietà come valore che porta a virtù umane e cristiane e che libera dai gravi problemi in cui incorrono coloro che non si accorgono che le responsabilità economiche sono ferree”. Il presidente ha sottolineato particolarmente il ruolo della “motivazione per uscire dalla crisi, per iniziare cammini virtuosi e liberarsi dal sovraindebitamento che colpisce molte famiglie”.

Servono nuovi strumenti di contrasto. “Il pesante fenomeno del sovraindebitamento delle famiglie e delle imprese e il conseguente ricorso al mercato del credito illegale, il tutto aggravato dalla particolare situazione economica, ha oggi assunto dimensioni allarmanti che non possono lasciarci insensibili ed inerti nella ricerca di nuovi e più adeguati strumenti di contrasto”: lo ha detto il segretario nazionale della Consulta antiusura, mons. Alberto D’Urso. Nel discorso rivolto a una cinquantina di responsabili di fondazioni e associazioni antiusura provenienti da tutta Italia, oltre che a rappresentanti di governo, mons. D’Urso ha parlato della “ormai anacronistica, inattuale e costituzionalmente illegittima esclusione delle famiglie, vittime del reato di usura, dall’accesso alle provvidenze dell’art. 14 della legge 108/96, provvidenze che sono riservate alle sole attività economiche”.

1.230 euro a testa in giochi d’azzardo. “Il gioco d’azzardo e con esso le spese che una famiglia media vi dedica sono in fortissimo aumento”: lo ha detto l’economista Maurizio Fiasco, che ha proposto una riflessione su “Misure per il sovraindebitamento familiare e articolo 14 della Legge Antiusura”. “La spesa media pro-capite in giochi e lotterie – ha affermato – è stata di 1.008 euro nell’anno 2010 ed è salita a 1.230 euro nell’anno appena concluso, con un incremento del 20%. Il che significa che, sul piano statistico, una famiglia tipo italiana di tre persone ha speso lo scorso anno 3.600 euro in cerca della ricchezza, investendo oltre il 10% delle entrate medie familiari che sono calcolate in 32.714 euro”. In valori assoluti, Fiasco ha ricordato che nel 2010 gli italiani hanno investito ben 61,4 miliardi di euro nei giochi e lotterie mentre nel 2011 tale cifra è salita a 76 miliardi. “Il paradosso è – ha poi aggiunto – che con l’avvento dei giochi on-line, poker e casinò, lo Stato ha iniziato a perderci pesantemente: sui 4,6 miliardi di giocate nel poker on-line l’erario ha incassato solo 25,6 milioni di euro (0,6% del totale); sul miliardo e mezzo di euro nel casinò on-line giocati in sei mesi ha incassato solo 2,171 milioni, vale a dire lo 0,1% del totale”.

Nuovo “Cartello” contro la “nuova droga”. “Ormai il gioco d’azzardo è la terza industria d’Italia, dopo l’Eni e la Fiat e in certi suoi aspetti costituisce una ‘miniera d’oro’ per la criminalità organizzata, soprattutto per il business delle macchinette, un fenomeno che risucchia milioni di euro ogni anno, che distrugge persone, rovina famiglie, ingrassa gli usurai e il mercato dello strozzo, inducendo a dipendenza compulsiva centinaia di migliaia di persone insospettabili”: così si è espresso mons. D’Urso durante il convegno, annunciando un’iniziativa. “Sin d’ora, così come a suo tempo demmo vita al Cartello ‘Insieme contro l’usura’, proponiamo la costituzione di un altro Cartello: ‘Insieme contro il gioco d’azzardo’”. Mons. D’Urso ha ipotizzato un “programma di prevenzione e di formazione che tutti siamo chiamati a condividere”, con protocolli di assistenza e cura per “i disturbi e le complicanze che vengono diagnosticate come conseguenze del gioco d’azzardo patologico”. “Ci rivolgeremo a tutti i giornali, le riviste e gli organi d’informazione – ha aggiunto – perché condividano le finalità del Cartello”. “Ci rivolgeremo alle agenzie educative – ha proseguito – in particolare alle famiglie, alla scuola e alla Chiesa, riproponendo alla loro riflessione le parole del card. Bagnasco, che il 4 gennaio ha definito il gioco d’azzardo ‘una nuova droga da cui bisogna guardarsi con grande determinazione e consapevolezza’”.
A CURA DI LUIGI CRIMELLA