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Dal vasto mondo
DENTRO LA TV Tutto come prima All’insegna del già visto l’edizione 2012 dell’”Isola dei famosi”
Non ci sono più i reality show di una volta, forse anche perché “di una volta” non c’è più nemmeno l’audience. E così gli autori dei format più famosi devono inventarsi qualcosa di nuovo pur di cercare di racimolare qualche spettatore fra i transfughi sempre più numerosi. Dopo il parziale flop del “Grande Fratello” (Canale 5), anche “L’isola dei famosi” (Rai 2, giovedì ore 21.10) deve fare i conti con la progressiva disaffezione degli spettatori verso il genere. Il programma, affidato quest’anno alla conduzione di Nicola Savino dopo l’approdo di Simona Ventura sulle sponde di Sky, è stato costruito sul “già visto”. I concorrenti sono personaggi che hanno già partecipato negli anni scorsi al reality e adesso tornano per la seconda volta a interpretare la parte dei dispersi. E così sono riapparsi Carmen Russo, Enzo Paolo Turchi, Alessandro Cecchi Paone, Flavia Vento, Arianna David, Rossano Rubicondi, Aida Yespica, Valeria Marini, Den Harrow e Cristiano Malgioglio. Per la maggior parte di loro è evidente l’intenzione di riconquistare ancora un po’ di lice dei riflettori mediatici, dopo anni di oblio seguito alla prima partecipazione e questa è la principale risposta alla eventuale domanda “ma chi gliel’ha fatto fare a tornarci?”. Nessuno crede che lo abbiano scelto per “rivivere le incredibili emozioni vissute sull’isola nelle precedenti edizioni”, come recitavano gli spot di lancio. Anche Savino non è esattamente “nuovo”, avendo lui già partecipato in passato al programma in veste di opinionista, come pure Vladimir Luxuria. L’unica trovata insolita è la presenza di un gruppo di “eletti” su un isolotto diverso da quello in cui si svolge la gara fra i dieci concorrenti citati, capitanato dal Mago Otelma, che gode di condizioni di esistenza decisamente migliori e che può decretare di volta in volta la nomination di chi è destinato a uscire dal gioco. Completano il cast le tre opinioniste in studio di cui è facile ricordare la bella presenza ma non i nomi. Le prime battute, dopo il lancio in mare dei concorrenti dall’elicottero e il loro approdo sull’isola in Honduras teatro del gioco, hanno già fatto intuire alcune di quelle dinamiche conflittuali su cui le edizioni passate hanno costruito la propria fortuna in termini di audience; ma non la curiosità degli spettatori che è rimasta sonnolenta, con uno share che si è faticosamente attestato intorno a un modesto 10%. Non si capisce bene quale sia l’obiettivo della strategia di basso profilo adottata quest’anno dagli autori del format. La scelta di puntare sul “dejà vu” sembra rispondere a un esplicito desiderio di rassicurare il pubblico che tutto è rimasto uguale a prima, in una fase in cui i cambiamenti – a tutti i livelli – sono fonte di preoccupazione più che di speranza. Nella direzione di una continuità con il passato ha dato il suo contributo anche la Ventura, che ha voluto far sentire la sua presenza inviando un videomessaggio di auguri ai conduttori e d’incoraggiamento ai concorrenti. Questi ultimi, a differenza di quanto accadeva nelle precedenti edizioni, vengono chiamati “eroi” invece che “naufraghi”, con un eccesso semantico che vuole essere una forma di rispetto nei confronti delle vittime del vero naufragio della Costa Concordia. L’impressione è che tutto sia più artefatto del solito e che i concorrenti siano lì per interpretare la parte di se stessi, avendo fatto tesoro – ciascuno a modo suo – della precedente partecipazione allo show. HOMO VIDENS
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