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Dal vasto mondo
TEMPO DI DIALOGO Mai come oggi Giornata del dialogo ebraico-cattolico e Settimana di preghiera per l’unità
Gennaio è il mese del dialogo. Si svolgono infatti in questo mese due appuntamenti importanti: la Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo fra cattolici ed ebrei che si celebra il 17 gennaio ed ha scelto quest’anno come tema di riflessione “La sesta Parola: “Non Uccidere”; e la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani dal 18 al 25 gennaio vedrà impegnate diocesi e comunità cristiane ad approfondire la frase evangelica “Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo, nostro Signore”.
Giornata dialogo ebraico-cattolico: “Non uccidere”. Ebrei e cattolici concordano sulla sacralità della vita e sull’impegno a difenderla fino al suo “momento estremo” ripudiando il concetto di eutanasia attiva. E’ il campo di azione comune che ebrei e cattolici intendono quest’anno esplorare scegliendo come tema di riflessione per la Giornata del dialogo ebraico-cattolico del 17 gennaio il sesto comandamento (quinto secondo la tradizione cattolica): “Non Uccidere”. Il tema è presentato in un sussidio scritto da mons. Mansueto Bianchi, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo e dal rabbino Elia Enrico Richetti, presidente dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia. “Mai come oggi – scrivono Bianchi e Richetti nella presentazione della Giornata - assistiamo ad atti di inaudita violenza, che provocano morte e distruzione, suscitando orrore e condanna. Le aspirazioni e i principi civili dei popoli concordano con le grandi tradizioni religiose del mondo nell’affermare il primato della vita umana, ma nonostante ciò a volte atroci delitti sono commessi sotto il pretesto religioso, ideologico o politico”. Ma c’è un altro fronte che secondo i rappresentanti religiosi si apre nell’azione di difesa e promozione del valore della vita umana ed è quello delle “nuove scoperte della scienza e della tecnica” che se da una parte “permettono di migliorare la qualità della vita in modo sempre più profondo ed efficace”, dall’altra “possono venir purtroppo applicate anche al di fuori o contro i diritti umani fondamentali. Rimane pertanto attuale – scrivono Bianchi e Richetti - l’appello etico primario che invoca il rispetto e la tutela dell’esistenza di ciascun essere umano nella sua vita concreta, singola e individuale, un appello che è egualmente espresso dai testi sacri del popolo ebraico e dalla dottrina della Chiesa cattolica, cui fa eco anche l’insegnamento dell’islam”. Nella presentazione i due rappresentanti religiosi ricordano lo stralcio di una dichiarazione comune diffusa nel 2006: “Per il fatto che la vita è un dono divino da rispettare e preservare, noi ripudiamo decisamente l’idea di un dominio umano sulla vita, e del diritto di decidere del suo valore o del - la sua durata da parte di qualsiasi persona o gruppo umano. Conseguentemente ripudiamo il concetto di eutanasia attiva (il cosiddetto mercy killing) in quanto illegittima pretesa dell’uomo sull’esclusiva autorità divina nel determinare il momento della morte della persona umana”. E concludono: “Con fiducia affidiamo ai credenti delle nostre comunità le riflessioni che seguono, perché diventino un seme fecondo di crescita umana e spirituale, fonte di una maggiore conoscenza e intesa tra cattolici ed ebrei, che annunzino insieme al mondo, mediante la loro fraternità e la loro testimonianza, la permanente validità universale della parola di Dio ‘Non uccidere!’”.
Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. L’agenda ecumenica di questo mese è fitta di appuntamenti. Tra le consuete iniziative di veglie di preghiera, tavole rotonde e dibattiti promosse su tutto il territorio nazionale dalle Chiese cristiane, c’è da segnalare quest’anno l’intento diffuso e condiviso di promuovere momenti di incontro ed approfondimento del Concilio Vaticano II nell’anno in cui si celebra il 50° anniversario della sua apertura (11 ottobre 1962). Il tema della Settimana è presentato anche quest’anno dai rappresentanti delle Chiese cattolica (mons. Mansueto Bianchi per la Cei), evangeliche (il pastore Massimo Aquilante per la Fcei) e ortodosse (il Metropolita Gennadios). “La preghiera è una realtà potente nella vita di un cristiano. La preghiera è trasformante. Quando i cristiani comprendono il valore e l'efficacia della preghiera in comune per l'unità di quanti credono in Cristo, essi cominciano ad essere trasformati in ciò per cui stanno pregando”. Ed aggiungono: “un ostacolo permane, e può impedirci di portare a termine il nostro compito. È l'ostacolo della divisione e della mancanza di unità fra i cristiani. Come può il messaggio del vangelo risuonare autentico se non proclamiamo e non celebriamo insieme la Parola che dà la vita?”. Così Riccardo Burigana, direttore del Centro per l’Ecumenismo in Italia, commenta il messaggio sull’ultimo numero di “Veritas in caritate”: “La firma congiunta a questa lettera non solo costituisce una consolidata tradizione, ma rappresenta anche chiara testimonianza del clima ecumenico che aiuta i cristiani in Italia a scoprire quanto già li unisce nell’annuncio e nella testimonianza dell’evangelo. Di questo clima ecumenico, che si avverte soprattutto, ma non solo, proprio durante la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, si possono leggere le tante iniziative diocesane in occasione della Settimana”.
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