ANGELUS. Il cono di luce
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Il cono di luce

Benedetto XVI nella prima domenica 2012

Il nostro quotidiano presenta zone d'ombra e chiaroscuri che possono incutere timore. Stiamo aprendo un nuovo anno e, al di là, di ogni retorica mondana, è sempre un inizio. La tentazione è l'autoreferenzialità, l'autocentratura nel progettare e concretare... che se mancano della radice dove mai approderanno?
La parola del Papa nella prima domenica 2012 impone una virata totale: indica come collocarsi nella storia, in ogni storia, in ogni momento. L'antica benedizione sacerdotale, risuonata nella Liturgia, è insieme propulsione e stasi, spinta nell'agire ma, innanzitutto, luogo dove dimorare: “Ti benedica il Signore e ti custodisca”.
Parole che trapassano il tempo, investono i cuori, non proposizioni statiche, semplicemente augurali, ma grande proiezione, “cono di luce” che non è immobile in un punto ma si muove su tutto il globo terrestre pervadendolo.
Se è luce che emana questo cono, non sarà ovvio seguirla e coglierne la direzione?
Dove punta? Al “Volto di Dio”. Allora lo spazio non è più solo la nostra crosta terrestre ma la nostra dimora che il “suo sguardo” illumina, donando grazie e pace. Non siamo noi gli artefici della pace, siamo solo coloro che l'accolgono e la fanno fruttificare.
Respirare, attuare, concretare, programmare, tutto è compito nostro ma non siamo stelle di luce propria, siamo sempre richiamati dalla Luce dello sguardo del Padre.
Non siamo soli in quest'impresa che travalica le forze umane e, forse, le consuma, il Padre ci ha donato una Donna che, nel “cono di luce>, ha trovato se stessa e la forza per rispondere al progetto di Dio su Lei: Maria, la Madre di Dio, “la prima benedetta e Colei che porta la benedizione; è la donna che ha accolto Gesù in sé e lo ha dato alla luce per tutta la famiglia umana”.
Da lei impariamo a scorgere il “cono di luce”, ad abitarlo con sicurezza, a guardare il Volto di Dio, perché il nostro essere “terrosi”, impastati di 'Adam, che uscì dalle dita del Creatore conscio della sua terra, la lasci trasformare in «“terra buona” in cui Egli può continuare a compiere il suo mistero di salvezza”. Il mistero della maternità di Maria si distende in tutti i secoli, raggiunge ogni persona, colpisce con la sua luce la terra, la riscalda, solo così la Chiesa, con il dono del Battesimo, diventa Madre perché ognuno di noi, guardando il Volto, possa aprirsi allo Spirito che grida “Abbà Padre!”.
“Come Maria, la Chiesa è mediatrice della benedizione di Dio per il mondo: la riceve accogliendo Gesù e la trasmette portando Gesù. È Lui la misericordia e la pace che il mondo da sé non può darsi e di cui ha bisogno sempre, come e più del pane”.
Gesù stesso è la sintesi di ogni benedizione e questa sintesi porta il nome di pace “perché “Egli è la nostra pace” e al tempo stesso è la “via” attraverso la quale gli uomini e i popoli possono raggiungere questa meta, a cui tutti aspiriamo”.
Ritorna costante nel magistero di Papa Benedetto il richiamo alla speranza, ma in concreto che cosa significa? Quali opzioni, quali posture dobbiamo apprendere per poter asserire che cerchiamo la speranza e la vogliamo vivere? In questo primo giorno dell'anno, Egli osa lanciare una grande e determinante “sfida”: l'educazione dei giovani.
L'impegno è quello educativo e non solo istruttivo, mentre la mentalità tecnologica odierna porterebbe a ben altre mete; ragione prima che caratterizza la “sfida”. In un respiro epocale di cultura relativistica urge “una questione radicale: ha ancora senso educare? E poi educare a che cosa?”, ragione seconda ed ineliminabile.
L'ombra incombe e potrebbe pietrificare il desiderio del cuore dell'educatore, posto che voglia esserlo, la “sfida” però non demorde: “Assumersi la responsabilità di educare i giovani alla conoscenza della verità, ai valori fondamentali dell'esistenza, alle virtù intellettuali, teologali e morali, significa guardare al futuro con speranza”.
Non siamo soli, nel cono di luce, è con noi Maria e ci insegna a guardare il “Volto del Padre”, la “sfida” allora diventa passo gioioso.

Cristiana Dobner