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Dal vasto mondo
CEI Fin dal primo momento
Lunedì 14 settembre il presidente della Cei, cardinal Angelo Bagnasco, ha fatto visita a L’Aquila per esprimere la vicinanza della Chiesa italiana alle popolazioni abruzzesi. Una vicinanza testimoniata in questi mesi dal lavoro e dalla solidarietà di migliaia di persone, arrivate in Abruzzo per stare al fianco della popolazione o impegnate nel sensibilizzare le proprie comunità. Tra loro anche vescovi e sacerdoti provenienti da ogni angolo d’Italia.
La prima emergenza L’intervento della Chiesa cattolica è iniziato con l’arrivo in Abruzzo degli operatori di Caritas italiana che hanno allestito un Centro di Coordinamento provvisorio nella parrocchia di San Francesco a Pettino, alla periferia de L’Aquila, all’interno dell’unica chiesa della città allora agibile. Il lavoro congiunto con la Caritas diocesana e la parrocchia di Pettino ha permesso l’apertura fin dalle prime ore nella chiesa di San Francesco di due magazzini per la distribuzione di indumenti e generi alimentari di prima necessità gestiti grazie al contributo di volontari arrivati dalle diocesi vicine. Un punto di riferimento fondamentale per molte persone rimaste senza più nulla, soprattutto per quanti erano rimasti ai margini del circuito dell’assistenza perché non vivevano nelle tendopoli o negli alberghi sulla costa ma nelle case o in sistemazioni di fortuna vicino alle proprie abitazioni. Il centro di Pettino non era però semplicemente un luogo di smistamento dei tanti beni raccolti grazie alla solidarietà di diocesi, parrocchie e associazioni di tutta Italia, ma anche la sala operativa dove riunirsi per programmare i futuri interventi.
Fase 2: I Gemellaggi con le regioni ecclesiali E’ qui che è stata programmata la seconda fase di intervento della Chiesa italiana con la concretizzazione dei “gemellaggi” tra le aree colpite dal terremoto e le 16 regioni ecclesiali italiane. Il territorio aquilano è stato suddiviso in nove aree omogenee ognuna delle quali è stata affidata ad alcune regioni ecclesiali con la volontà precisa di stimolare e favorire la collaborazione tra regioni diverse. Una fase che il direttore nazionale di Caritas italiana, mons. Vittorio Nozza ha più volte definito di “accompagnamento e ascolto alla popolazione”. Da qui la scelta di favorire l’insediamento di operatori stabili sul territorio che potessero conoscere le singole realtà e capire come impostare il lavoro futuro. Una rete all’interno della quale la Conferenza Episcopale Italiana ha voluto che fossero coinvolte tutte le realtà di ispirazione cattolica che avessero voluto intervenire in Abruzzo, dalle singole parrocchie all’associazionismo, con la Caritas nel ruolo di coordinatrice. E’ in questo senso che è maturato l’accordo tra Caritas ed Azione Cattolica per coordinare gli interventi sul territorio. Una scelta che ha permesso in questi mesi la presenza di circa 2500 tra volontari e operatori impegnati in ambiti molto diversi: dall’assistenza agli anziani all’animazione a bambini e ragazzi.
Fase 3: L’impegno per la ricostruzione Partendo da questa fase di ascolto delle comunità e dei parroci la Caritas ha elaborato i primi interventi di ricostruzione. La scelta è stata quella di concentrarsi su alcune tipologie di interventi: scuole, centri di comunità e centri per servizi, appartamenti per anziani e universitari. Nove sono le opere già avviate e altre sette sono in fase di definizione. Inoltre sono state già ultimate e consegnate tre strutture: un edificio a Coppito che da alcuni mesi ospita la nuova sede di Caritas L’Aquila e del Coordinamento della rete nazionale, una struttura per le attività in località la Torretta a L’Aquila e, infine, un locale destinato ai giovani universitari e all’attività della parrocchia a Pettino.
I fondi raccolti Questi interventi saranno finanziati con i fondi raccolti grazie alla colletta organizzata in tutte le diocesi italiane e al contributo offerto da altri donatori. In totale sono pervenuti a Caritas Italiana 25 milioni di euro che si aggiungono ai 5 milioni messi a disposizione delle Cei. Significativo anche il contributo arrivato dalle Caritas di tutto il mondo. Una vicinanza non solo materiale come dimostra il grande valore simbolico dei mille euro messi a disposizione da Caritas Somalia. A CURA DI MICHELE LUPPI inviato Sir a L’Aquila
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