SCUOLA. Scoprire le radici
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Scoprire le radici

Il contributo dell’ora di religione

L’insegnamento della religione cattolica (Irc) come processo educativo pienamente inserito nel quadro delle finalità della scuola. Se ne è parlato all’Università Salesiana, durante una giornata di studio su “Processi educativi e traguardi di competenze”, nella quale l’Irc è stato al centro della riflessione, a partire dalla prospettiva indicata dalla Chiesa italiana negli Orientamenti pastorali del decennio, “Educare alla vita buona del Vangelo”.

Non è un esercizio accademico la riflessione sul contributo educativo dell’Irc alla scuola di tutti. Piuttosto si tratta di un continuo guadagno di consapevolezza da parte dell’intera comunità ecclesiale che, in ultima analisi, è responsabile della proposta dell’insegnamento della religione. Senza nulla togliere, naturalmente, alla dimensione pienamente scolastica, alla responsabilità dell’istituzione scuola – che richiede, nel curricolo, la presenza dell’Irc, considerando come le finalità proprie del processo educativo scolastico, cioè il pieno sviluppo della personalità dell’allievo, non possano essere raggiunte altrimenti – certo è, però, che la determinazione neoconcordataria dell’Irc affida proprio alla Chiesa un ruolo decisivo di collaborazione con lo Stato alla promozione dell’uomo e al bene del Paese anche attraverso un insegnamento del quale cura programmi e formazione dei docenti, nel rispetto serio e leale dell’ambito nel quale si colloca.

Ecco, allora, come l’Irc trova il suo spazio in una scuola – lo ha ricordato don Vincenzo Annicchiarico, nel contributo portato alla giornata di studio – “che ha il compito di aiutare l’alunno a scoprire le proprie radici, per dare significato al senso di appartenenza, ha il compito di far conoscere la storia generale del proprio Paese nel quale vi sono, profondamente radicati, prima di tutto i segni della realtà cristiana che, oggi, ha una diffusione planetaria”. Non solo, questa scuola vive profondamente le dimensioni del dialogo e del confronto, della relazionalità, che pure tanta parte hanno proprio nella dinamica interna dell’Irc, vera “palestra” in questo senso, laboratorio “di cultura e di umanità”, usando le parole di Benedetto XVI agli insegnanti di religione.

Gli Orientamenti pastorali della Chiesa hanno ben chiara la dimensione del servizio che la comunità ecclesiale, attraverso l’Irc, svolge a favore della scuola di tutti, degli allievi e delle famiglie. Un servizio qualificato nei contenuti e negli operatori, sforzo continuo di approfondimento ed elaborazione culturale in senso ampio, confronto con dati storici, con una tradizione viva e insieme con le dinamiche più profonde dello sviluppo della persona.

Qui sta l’Irc e su questi temi è in corso una riflessione continua – e sempre necessaria – in Italia come in Europa, che percorre anche direzioni diverse, nell’auspicabile risultato condiviso di promuovere, alla fine, più umanità.

Alberto Campoleoni