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Dal vasto mondo
COLPO D’OCCHIO
Chi la comprerà?
L’automobile economica costruita da Renault e Nissan
In un panorama preoccupante di aumenti, finalmente una buona notizia. Tutto sta a vedere “buona” per chi, ma il particolare è trascurabile e lo vedremo dopo. Nel 2012 avremo l’automobile economica, a basso prezzo, anzi “low cost” come è stata subito classificata: 2500 euro e te la porti a casa. O meglio, tranquilli, è lei che ti porta a casa perché – intendiamoci – è un’automobile vera non un giocattolo. Sì, sarà un po’ spartana, non avrà tanti accessori, i sedili saranno un po’ meno imbottiti, non avrà il motore della Ferrari, però in compenso assolverà tutte le funzioni “vitali” che deve assolvere un’automobile.
La notizia è stata data dal quotidiano economico parigino La Tribune, sulla scorta di informazioni uscite dalla Renault. Sarà infatti la casa automobilistica francese a costruirla in collaborazione con la Nissan. La produzione prenderà avvio in India e, secondo la stessa Renault, la nuova vettura in un primo tempo dovrebbe essere destinata ai cosiddetti mercati emergenti, come appunto quello indiano e di altri Paesi in via di sviluppo, in seguito potrebbe essere commercializzata anche in Europa. E qui il condizionale è d’obbligo perché, specificamente per il nostro continente e per i Paesi cosiddetti sviluppati, la domanda che si impone, e di sicuro si pone anche la Renault, è la seguente: ci saranno acquirenti per una simile vettura, necessariamente dalle ridotte prestazioni e scarsamente, se non per nulla, accessoriata?
Ormai nell’Occidente sviluppato siamo invasi, anzi dominati, da quella che, più che ridondanza, potrebbe essere definita la pacchianeria tecnologica, in una gara tra costruttori a sfornare strumenti – dalle autovetture ai computer, ai telefonini, agli elettrodomestici – sempre più multifunzioni, sempre più accessoriati, dalle prestazioni sempre più sbalorditive. Ormai si è perso definitivamente il sano principio di Henry Ford per cui, anche nelle automobili, “tutto quello che non c’è non si rompe”. Ormai qualsiasi genere di macchina, nella più ampia accezione del termine, vedi computer, cellulari, fotocamere, è piena zeppa di tante di quelle funzioni, spesso inutili perché magari mai si utilizzeranno, che però contribuiscono ad alzare il costo e dunque il prezzo. Ma tant’è. Bisogna pure accontentare il cliente nel suo gusto a possedere il modello più avanzato…
Per stare al nostro Paese, alzi la mano chi di noi italiani, che ci sentiamo tutti Schumacher al volante, sarebbe disposto ad acquistare una vetturetta che a malapena raggiunge i cento chilometri. Ma per carità, neppure a pensarci! Piuttosto ci indebitiamo fino al collo, anziché scendere a simili ristrettezze. Meglio il Suv ultimo modello e superaccessoriato. Ecco allora la riserva espressa all’inizio a proposito della buona notizia francese dell’auto economica: “buona” per chi? Non lo so, fate voi. Per gli italiani certamente no. Per gli europei in genere? Poco probabile. Per i francesi diretti interessati? Forse. Per gli indiani? Forse. Per le popolazioni dei Paesi emergenti? Forse. Sta a vedere che, alla fin fine, questa vetturetta economica non se la compra nessuno.
Piero Isola
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