Dentro la TV. " I migliori anni"...
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DENTRO LA TV

Nostalgia a suon di note

“I migliori anni”,  canzoni,  personaggi e avvenimenti dell’ultimo mezzo secolo

Homo Videns

È stato Zucchero Fornaciari a inaugurare la nuova stagione televisiva di “I migliori anni” (Rai1, venerdì ore21.10), fortunato varietà condotto da Carlo Conti e giunto alla sua quinta edizione. Il programma, che prende il titolo dall’omonima canzone portata al successo da Renato Zero, propone una gara fra brani musicali di diversi decenni, dagli anni Sessanta agli anni Duemila, spesso affidati agli interpreti originali per l’esecuzione in diretta.

Il confronto musicale fra i diversi periodi è il pretesto per un viaggio della memoria tra avvenimenti e personaggi protagonisti della società e della televisione, attraverso la messa in onda di filmati d’annata e le interviste in studio. Di ciascuna epoca vengono messi in luce diversi aspetti, dalla situazione economica al costume, dai tormentoni all’abbigliamento tipico. Il pubblico da casa può votare telefonando o inviando un sms per scegliere il decennio preferito, rappresentato dalla ragazza che funge da caposquadra. Oltre a mandare il proprio televoto, lo spettatore può partecipare al “Noi che…”, una raccolta di frasi che ricordano aspetti nostalgici del passato.

Tra le novità di questa nuova sfida tra i decenni italiani, un confronto parallelo delle storiche Hit Parade, le classifiche delle canzoni più gettonate – per dirla con il gergo del jukebox – dai gusti degli italiani di allora. E poi la vita, i sogni e le sfide di grandi personaggi raccontati dai protagonisti di oggi o rievocati dalla viva voce dei figli. Non manca, naturalmente, uno spazio per la storia della televisione con aneddoti, fotografie, filmati d’epoca e oggetti che riportano il pubblico nel clima degli anni passati.

Il programma è entrato nel cuore di molti spettatori per la sua capacità di far fare un salto indietro, inevitabilmente legata all’opportunità di ripercorrere colonne sonore e momenti storici della propria gioventù. Conti è abile nel tirar fuori la sua vecchia verve da disc jockey e nell’accogliere con un affettuoso sorriso anche i protagonisti di allora che oggi sono gravati dal peso degli anni. Al suo fianco, Sara Facciolini e Roberta Morise assumono un ruolo che va oltre quello di semplici vallette, per esibirsi rispettivamente nel ballo e nell’esecuzione canora di alcuni brani.

Rispetto all’edizione precedente, la media di ascolti della trasmissione ha fatto registrare un lieve calo, attestandosi intorno a poco più di 4 milioni per sera, contro i 5 milioni dello scorso anno. Ma allora c’era l’abbinamento con la lotteria Italia e più di uno spettatore, probabilmente, oltre che dalle canzoni e dal revival era attratto dalla possibile vincita. Quest’anno chi sceglie “I migliori anni” lo fa perché il programma gli piace. Anche la concorrenza delle altre reti fa la sua parte nel rubare fette di pubblico a Conti, da “Quarto grado” (Rete 4) a “Italialand” (La7).

Pur trattandosi di una gara, prevale l’aspetto disimpegnato e al contempo spettacolare che mette in evidenza la riconoscibilità di situazioni e personaggi a cui i giovani di allora si sono affezionati e che restano un pezzetto di storia per ciascuno di noi. Una volta tanto, si tratta di un format che l’Italia vende al resto del mondo; in Spagna è già andata in onda la versione da esportazione.

È un programma formato famiglia, utile a far conoscere ai figli più grandicelli non soltanto le canzoni ma anche i protagonisti di epoche vicine eppure già molto lontane.