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Dal vasto mondo
COLPO D’OCCHIO Falsi invalidi e babbei finti o veri
Tempi duri si preparano nel 2010 per i falsi invalidi. Per chi “falso” già lo è e per chi volesse provare a diventarlo. Lo prevede un emendamento della legge Finanziaria messo a punto dal Governo con l’obiettivo di risparmiare qualcosa sulla somma di circa 16 miliardi di euro, quanto spende lo Stato per le sole invalidità civili. L’Inps nel 2010 effettuerà altri centomila controlli straordinari a campione, oltre ai duecentomila già eseguiti nel 2009, ma soprattutto dal 1° gennaio diventeranno più rigide le regole per concedere l’invalidità, con l’Inps che seguirà direttamente tutti i passaggi a incominciare dalla visita iniziale ora di competenza delle Asl. Intanto i falsi invalidi continuano a essere scoperti un po’ dovunque, maggiormente nelle regioni del Centro-Sud. Tempo addietro i giornali hanno riferito di una famiglia di Napoli “collegialmente” invalida: padre, madre e tre figli, tutti invalidi: falsi. Una volta smascherati, a costoro che cosa vorresti fare? Niente, avrebbe suggerito Totò con arguzia tutta partenopea. Se hanno fatto sempre gli invalidi non conoscendo altre “attività”, privarli di botto della pensione significherebbe mettere un’intera famiglia sul lastrico, con conseguente assistenza a carico dello Stato. Bel guadagno! Neanche redarguirli per aver fatto i furbi. Potrebbero rispondere con buona ragione: «Abbiamo fatto i furbi perché abbiamo trovato i fessi». Il punto di simili situazioni, spesso, è proprio qui. Dietro gli invalidi “miracolati”, perché magari “ciechi” guidavano l’auto, oppure “menomati alle gambe” partecipavano a gare podistiche, ci sono sempre babbei, veri o finti, che in buona o cattiva fede hanno certificato e concesso l’invalidità. Con costoro l’Inps (lo Stato) dovrebbe rifarsi o, per lo meno, chiamarli a rispondere in solido con quanti hanno lucrato illegittimamente pensioni e indennità varie. È giusto punire la furbizia (per continuare a usare un eufemismo) di chi imbroglia lo Stato, ma è giusto punire anche la dabbenaggine di chi, rappresentando lo Stato, si è lasciato imbrogliare chiudendo un occhio o omettendo i necessari controlli affinché il pubblico denaro non fosse sperperato.
Piero Isola
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