Dal vasto mondo

MARCIA DELLA PACE
Dal cuore di L’Aquila


Il 31 dicembre a Piazza Duomo, Casa dello Studente, Piazza D’Armi
Quest’anno tante manifestazioni si sono svolte e si svolgeranno all’Aquila. Tra queste anche la Marcia per la pace che è alla sua quarantaduesima edizione. La marcia, che si svolgerà la sera del 31 dicembre, è organizzata ogni anno dalla Cei, ufficio per i problemi sociali e del lavoro, dalla Caritas, da Pax Christi e dalla diocesi ospitante.
Si stima che parteciperanno circa duemila persone soprattutto giovani che ripercorreranno quella che per gli aquilani ormai è la “via dolorosa”, via XX settembre. La marcia prenderà il via dal cuore della cosiddetta “zona rossa”, da Piazza Duomo, per proseguire, dopo un momento di preghiera ecumenico condiviso in particolar modo con il pastore della parrocchia ortodosso-rumena di L’Aquila, lungo via XX Settembre dove, quella terribile notte del 6 aprile, venne brutalmente interrotta la vita di intere famiglie e dei tanti giovani della tristemente famosa Casa dello Studente. La marcia, poi, terminerà il suo cammino arrivando a Piazza D’Armi luogo in cui venne insediata la prima tendopoli che poi diventò la più grande in assoluto con una forte concentrazione di persone non italiane.
Significativo dunque è l’approdo della marcia della pace di quest’anno. A Piazza d’Armi, nel luogo dove hanno cercato di convivere pacificamente persone provenienti da varie parti del mondo durante i drammatici giorni del post- sisma, risuonerà l’invito di tutta la Chiesa al mondo a vivere nella pace. “ La pace- scriveva Paolo VI nel messaggio con cui istituiva la Giornata mondiale della pace- si fonda soggettivamente sopra un nuovo spirito, che deve animare la convivenza dei Popoli, una nuova mentalità circa l'uomo ed i suoi doveri ed i suoi destini.. nuova pedagogia deve educare le nuove generazioni al reciproco rispetto delle Nazioni, alla fratellanza dei Popoli, alla collaborazione delle genti fra loro, anche in vista del loro progresso e sviluppo”.
Quest’anno il tema scelto dal Santo Padre come è noto è “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. Proprio il tema scelto porta soprattutto noi terremotati a pensare a tragedie come quella di Messina Sicilia oppure a quella di Ischia. Scrive Benedetto XVI nel suo messaggio per la 43^ Giornata della Pace del 2010: “Se, infatti, a causa della crudeltà dell’uomo sull’uomo, numerose sono le minacce che incombono sulla pace e sull’autentico sviluppo umano integrale – guerre, conflitti internazionali e regionali, atti terroristici e violazioni dei diritti umani –, non meno preoccupanti sono le minacce originate dalla noncuranza – se non addirittura dall’abuso – nei confronti della terra e dei beni naturali che Dio ha elargito. Per tale motivo è indispensabile che l’umanità rinnovi e rafforzi «quell’alleanza tra essere umano e ambiente, che deve essere specchio dell’amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino».
Dall’Aquila terremotata, dunque, risuonerà l’appello al rispetto del creato per favorire la pace, appello che – come disse Paolo VI nel citato messaggio- non intende qualificarsi come esclusivamente religioso, cattolico ma vorrebbe incontrare tutti i veri amici della pace come fosse iniziativa loro propria”.
Appello che in terra d’Abruzzo assume un significato particolare: unisce la sofferenza alla speranza, la solitudine alla solidarietà, la ricostruzione delle case alla ricostruzione dei cuori.


CLAUDIO TRACANNA
DIRETTORE DI “VOLA” - QUINDICINALE DELLA DIOCESI DI L’AQUILA