Dal vasto mondo

GIOVANI E SOCIETÀ
Coi piedi per terra

Poco attratti da stelle e stelline
Il sovraffollamento del Pantheon mediatico e la continua demitizzazione con la quale il gossip aggredisce gli idoli provvisori della musica, dello sport, dello spettacolo e della politica portano i giovani con i piedi per terra.
Questo sembra il tratto caratteristico che si può trarre dal 10° Rapporto Nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza che Eurispes e Telefono Azzurro hanno intitolato: Generazione provvisoria. Il diritto di immaginare il futuro.
Dai dati della rilevazione appare significativo, infatti, che il 38,8% degli adolescenti dichiarano di non voler assomigliare a nessuno in particolare. Nella classifica tutti personaggi proposti rimangono a distanza abissale il più vicino è Barak Obama all’8,4% e poi c’è Valenitno Rossi al 5,3% e a seguire la prima donna: Belen Rodriguez a 4,9%.
Quello che è ancora più stupefacente in questa speciale classifica appare al secondo posto. Una risposta ricavata dalla specificazione che nei questionari viene dedicata alla casella “altro”. Si scopre qui che il 15,3% degli adolescenti dichiara che “da grande” vorrebbe assomigliare a se stesso.
Insomma se ne deduce che i nostri giovani in primo luogo non vengono molto ispirati dalle stelle e stelline che circondano il panorama nostrano. Qui cade uno stereotipo che vede i ragazzi pendere dalle labbra del mito di turno. Si può cogliere un segnale importante per quelli che sono interessati all’educazione delle nuove generazioni. Forse occorre andare oltre le figure astratte, bisogna proporre e parlare di persone concrete che accompagnino nel percorso di vita. Non significa soltanto investire di un ruolo educativo adulti maturi, ma significa anche saper trasmettere l’umanità in quello che si propone per poter parlare a persone interessate a quello che accade loro e non a quello che gira nel “virtuale”.
In secondo luogo si può trarre un’ulteriore indicazione cercando di interpretare la risposta che indica la preferenza dei giovani di “voler assomigliare a se stessi”.
All’interno di questa dichiarazione dei giovani, molto importante perché nata da loro e non richiesta a priori nel questionario da quel che si deduce nella presentazione della ricerca, ci sono due aspetti che molto probabilmente si combinano. Da un lato si evidenzia la fatica di superare il proprio stato attuale. Si può notare l’incapacità di pensarsi in prospettiva di immaginare un “progetto desiderio” da inseguire. Però dall’altro lato a partire da una simile dichiarazione si può iniziare a costruire una grande proposta di ricerca di senso. Iniziare ad “assomigliare a se stessi” significa iniziare a scoprirsi, a conoscersi meglio, significa iniziare il cammino verso la maturità. C’è un’esigenza fondamentale nascosta in quell’ … altro dichiarato.
Se si saprà rispondere si potrà fornire di ali questi giovani con i piedi per terra.

ANDREA CASAVECCHIA