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Dal vasto mondo
BENEDETTO XVI ALLA CEI Essere dono per il mondo
I temi più importanti nel messaggio ai vescovi
In occasione dei lavori della 60ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, in corso ad Assisi, Benedetto XVI ha inviato un messaggio al presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Angelo Bagnasco, che si può leggere nella versione integrale su www.agensir.it sezione Documenti.
La sfida educativa. “Sono trascorsi pochi mesi dal nostro incontro in occasione dell’Assemblea generale svoltasi a maggio – scrive il Papa -, nel corso della quale è stata individuata nell’educazione la prospettiva di fondo degli orientamenti pastorali per il prossimo decennio”. Per il Pontefice, “l’emergere dell’istanza educativa è un segno dei tempi che provoca l’Italia intera a porre la formazione delle nuove generazioni al centro dell’attenzione e dell’impegno di ciascuno, secondo le rispettive responsabilità e nel quadro di un’ampia convergenza di intenti”. Inoltre, l’educazione è “una esigenza costitutiva e permanente della vita della Chiesa” e “si colloca nel cuore della sua missione, volta a far sì che ogni persona possa incontrare e seguire il Signore Gesù, Via che conduce all’autenticità dell’amore, Verità che ci viene incontro e Vita del mondo”. La sfida educativa, sottolinea il Santo Padre, “attraversa tutti i settori della Chiesa ed esige che siano affrontate con decisione le grandi questioni del tempo contemporaneo: quella relativa alla natura dell’uomo e alla sua dignità - elemento decisivo per una formazione completa della persona - e la 'questione di Dio', che sembra quanto mai urgente nella nostra epoca”.
Un cammino di santità. “Perché ciò si realizzi – prosegue Benedetto XVI - occorre che noi per primi, cari fratelli vescovi, con tutto il nostro essere, diventiamo adorazione vivente, dono che trasforma il mondo e lo restituisce a Dio”. È questo “il messaggio profondo dell’Anno sacerdotale, che costituisce una straordinaria occasione per andare al cuore del ministero ordinato, riconducendo a unità, in ciascun sacerdote, l’identità e la missione”. Il Papa si dichiara contento di vedere come, nelle diocesi italiane, “questa speciale proposta stia generando non poche iniziative soprattutto di carattere spirituale e vocazionale, e contribuisca a mettere in luce il cammino di santità tracciato nel tempo da tanti vescovi e presbiteri italiani”. La storia d’Italia, infatti, è “anche la storia di un’innumerevole schiera di sacerdoti che si sono chinati sulle ferite di un’umanità smarrita e sofferente, facendo di se stessi un’offerta di salvezza. Mi auguro che possiate raccogliere abbondanti frutti da questa corale preghiera e meditazione sul dono del sacerdozio, scaturito dal cuore di Cristo per la salvezza del mondo”.
Con la tenace forza del bene. Un altro tema sul quale si sofferma il Santo Padre e al quale sarà dedicato ampio spazio nei lavori della Assemblea generale, è la “questione meridionale”. A vent’anni dalla pubblicazione del documento “Sviluppo nella solidarietà. Chiesa italiana e Mezzogiorno”, evidenzia il Pontefice, “avvertite il bisogno di farvi voce e carico delle esigenze di un Paese che non crescerà se non insieme. Nelle terre del Sud la presenza della Chiesa è germe di rinnovamento, personale e sociale, e di sviluppo integrale”. “Possa il Signore benedire gli sforzi di coloro che operano, con la tenace forza del bene, per la trasformazione delle coscienze e la difesa della verità dell’uomo e della società”, è l'auspicio del Papa.
Una luce sul mistero della morte. Non è mancato un riferimento alla nuova edizione italiana del Rito delle esequie, che sarà esaminata nel corso dell'Assemblea. “Essa – afferma Benedetto XVI - risponde alla necessità di coniugare la fedeltà all’originale latino con gli opportuni adattamenti alla situazione nazionale, facendo tesoro dell’esperienza maturata dopo il Concilio Vaticano II, con sguardo attento al mutato contesto socio-culturale e alle esigenze della nuova evangelizzazione”. Il momento delle esequie costituisce “un’importante occasione per annunciare il Vangelo della speranza e manifestare la maternità della Chiesa”. “In una cultura che tende a rimuovere il pensiero della morte, quando addirittura non cerca di esorcizzarla riducendola a spettacolo o trasformandola in un diritto, è compito dei credenti – avverte il Santo Padre - gettare su tale mistero la luce della rivelazione cristiana, certi 'che l’amore possa giungere fin nell’aldilà, che sia possibile un vicendevole dare e ricevere, nel quale rimaniamo legati gli uni agli altri con vincoli di affetto'”. Infine, il Papa ricorda che “cinquant’anni fa, al termine del XVI Congresso eucaristico nazionale e dopo una straordinaria peregrinatio Mariae, i vescovi italiani vollero consacrare l’Italia al Cuore Immacolato di Maria”. “Di tale atto così significativo e fecondo – conclude Benedetto XVI -, voi rinnoverete la memoria, confermando il particolarissimo legame di affetto e devozione che unisce il popolo italiano alla celeste Madre del Signore”.
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