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OLTRE IL RECINTO NEWS

BARLETTA. RIAPRE LA CHIESA DI S. ANDREA DOPO I RADICALI LAVORI DI RESTUARO.
CONFERENZA STAMPA
LUNEDI 30 NOVEMBRE L’INAUGURAZIONE
MARTEDI 1 DICEMBRE PRESENTAZIONE DEI LAVORI

Sabato 28 novembre, a Barletta, nella Chiesa di S. Andrea, alle ore 9.30, avrà luogo una conferenza stampa di presentazione della nuova veste della Chiesa di S. Andrea Apostolo dopo i radicali lavori di restauro durati parecchi messi. Ai giornalisti sarà data la possibilità di visitare in anteprima questo gioiello storico-culturale-artistico religioso tra i più antichi di Barletta.
Alla conferenza stampa saranno presenti:

  • Mons. Saverio Pellegrino, Direttore Ufficio diocesano Beni Culturali
  • Mons. Angelo Dipasquale, economo diocesano e Arciprete della Concattedrale
  • Mons. Giuseppe Paolillo, Parroco di S. Andrea
  • Arch. Francesca Onesti, Progettista e Direttore dei lavori

Lunedì 30 novembre 2009, a Barletta, sarà riaperta al culto la Chiesa parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo. Di seguito si propongono il programma della cerimonia di inaugurazione e alcune schede relative al restauro.

Lunedì 30 novembre 2009
, alle ore 19.30, celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri, Arcivescovo.
Martedì 1 dicembre, alle ore 19,30, sempre nella Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, seguirà la presentazione dei lavori di restauro con l'intervento di:

  • S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri, Arcivescovo
  • Mons. Saverio Pellegrino, Direttore dell'Ufficio diocesano per l'Arte Sacra e i Beni Culturali
  • Mons. Angelo Dipasquale, Economo Diocesano
  • Arch. Costanza Pierdominici, Soprintendente per B.A.P. della Puglia

Relazioneranno:
• Dott. Clara Gelao, Direttrice della Pinacoteca Provinciale di Bari, Testimonianze artistiche della chiesa di S. Andra Apostolo in Barletta
• Arch. Francesca Onesti, Progettista e Direttore dei Lavori di Restauro
La chiesa di Sant’Andrea Apostolo. Un laboratorio di restauro
Saluto del Parroco Mons. Giuseppe Paolillo.

Per l’occasione sarà distribuito un pieghevole – testi di Luigi N. Dibenedetto - fotografie di Ruggiero Dicorato (fotorudy) – impaginazione e stampa della editrice Rotas di Barletta - recante approfondite notazioni storiche con immagini relative alla Chiesa di S. Andrea


CHIESA DI S. ANDREA - BARLETTA

premessa
1.1 Collocazione nel tessuto urbano
La Chiesa di S. Andrea si trova all’interno della prima murazione normanna antecedente al 1144 che racchiudeva l’antico borgo di S.Maria risalente al VI sec, dalle vie strette disposte a lisca di pesce perpendicolari al percorso matrice che dalla Cattedrale che conduceva alla porta della città.
La cinta muraria fu il sigillo dato ad una ristrutturazione urbana che superò la frammentarietà e l’instabilità abitativa alto-medioevale, privilegiando l’area costiera, garantendo i collegamenti con gli antichi centri di Canosa e di Canne attraverso una porta ubicata in prossimità della Chiesa del Purgatorio. Nel XII sec i due nuclei di S. Maria e di S. Giacomo furono cinti da un’ulteriore murazione che li conteneva entrambi ingrandendo così l’assetto urbano.
La posizione della Chiesa di S. Andrea è a sinistra del percorso matrice sul lato verso il mare.

Lettura storica
La Chiesa di S. Andrea costituisce una delle più significative testimonianze dell’architettura barlettana con un exursus temporale che va dall’anno1000 al sec.XX.
La sua storia è legata a quella dell’omonimo ed attiguo convento edificato presumibilmente nel 1544.
Insieme costituiscono il complesso monumentale di S. Andrea.
La cronologia qui di seguito riportata attiene prevalentemente la chiesa oggetto del presente studio.
- La storiografia locale afferma che l’odierna S. Andrea sarebbe sorta su di una precedente dedicata a S. Pietro databile attorno all’anno 1000 e che circa due secoli dopo sarebbe stata sostituita con la chiesa di SS. Salvatore riconoscibile dalla lettura tipologica come nucleo originario.
- La chiesa di SS. Salvatore sorta intorno al sec. XII fu costruita dai Della Marra e vi appartenne fino al 1532, quindi si caratterizza come chiesa privata.
Tipologicamente si presenta a tre navate di cui quella centrale coperta a capriate e quelle laterali in muratura sul lato destro a crociera e su quello sinistro a botti lunettate; terminante con transetto rettilineo e presumibilmente con abside quadrangolare che coinciderebbe con l’attuale presbiterio.
Nel XIII sec. la facciata venne arricchita dal magnifico portale scolpito da Simeon Raguseo legato alla scuola dei magisteri tranesi. Da un punto di vista stilistico il gruppo della Deesis del portale è di influenza bizantina.
- Nel 1532 la chiesa fu ceduta ai frati Minori Osservanti i quali apportarono consistenti modifiche ed ampliamenti trasformandola secondo i criteri costruttivi e filologici degli ordini mendicanti.
- Nel 1544 i frati cominciano i lavori di ampliamento della chiesa e la costruzione dell’attiguo convento.
In prosecuzione della navata centrale fu costruito il presbiterio a pianta rettangolare e coperto con volta a botte in fondo al quale si sviluppa il coro con la sacrestia a sinistra, collegata al convento, e una cappella a destra dove trova posto il prezioso reliquiario ligneo . La chiesa subì un ampliamento della navata laterale destra con l’aggiunta di due cappelle - Nel XVIII sec la chiesa si arricchì di un’ulteriore cappella del SS. Sacramento coperta da cupola su pennacchi sferici.
- Nel XX sec.fu edificata la Sala Santeramo una stanza a pianta quadrata coperta struttura lignea.
La chiesa, da quanto su esposto, si presenta composta da tanti elementi differenti e storicamente riconoscibili ma che hanno subito nel corso del tempo interventi incongruenti che ne hanno intaccato la leggibilità.
Altro importantissimo elemento costruttivo e morfologico del monumento è che questo si trova ad una quota di +m 4,95 dal livello stradale , preceduta da un imponente crepidoma.
Osservando la pavimentazione della chiesa, notevolmente rimaneggiata, sono presenti molteplici lastre funerarie che fanno pensare alla presenza di ambienti sottostanti.
La sua storia per mancanza di documentazione dettagliata non può dire esattamente la verità su tale sito cristiano, si sa che gia nel 1175 la chiesa di Sant'Andrea esisteva, ma da altri cenni storici rilevati da documenti dell'epoca si rileva come anno di fondazione il 1060 e che era governata da Monache Benedettine fino al 1400 che poi passo all'Osservanza Francescana.

Progetto
Questo progetto è stato condotto seguendo il pensiero dell’Arch. Marcello Benedettelli, scomparso tre mesi fa. A Lui tutti noi grati dedichiamo il nostro lavoro che è frutto dei suoi preziosi e decisi insegnamenti in materia di restauro.
Ci sono diverse scuole di pensiero in questa materia .. la sua era quella di ricercare l’anima del luogo e di far riemergere il momento di massimo splendore.
Il Restauro deve essere come un’antica bottega dove tutti in un abbraccio tendono al bello.
Dopo un accurata analisi dello stato di fatto e del degrado il tema del progetto è partito proprio dalla presenza della profonda e sconosciuta parte basamentale su cui poggia la Chiesa.
Le problematiche rilevate riguardavano prevalentemente:
- la presenza di un importante fenomeno di umidità di risalita che interessava quasi tutti i paramenti perimetrali;
- la presenza di umidità presente sulle volte dovuta ad infiltrazioni di acque piovane;
- Il quadro fessurativo non eccessivamente preoccupante ma con delle lesioni sul lato sud.
La prima fase, ha previsto lo smontaggio delle pavimentazioni esistenti, ed uno scavo stratigrafico che ha consentito di eliminare il terreno di riporto e far riemergere diversi elementi molto interessanti sia dal punto di vista storico che processuale- tipologico.
La parte sottostante della Chiesa è costituita da 63 camere sepolcrali distinte e separate voltate a botte.
A ciascuna cameretta corrispondeva una lapide con il nome della famiglia di appartenenza.
Oltre a questo esempio unico nel suo genere, abbiamo rinvenuto la presenza di quattro arconi in pietra che potrebbero essere riferibili ad una costruzione precedente.
La parte ipogea è estremamente affascinante, è stata consolidata ma i lavori di completamento continueranno in seguito.
Il progetto delle opere strutturali ha contemplato una serie di provvedimenti tecnici volti a conseguire il miglioramento sismico della struttura esistente, come richiesto dalle norme vigenti in materia.
Per tale ragione si è ritenuto di limitare gli interventi di miglioramento localizzandoli in quelle parti che, sono risultate ammalorate e per le quali si sono resi effettivamente necessari interventi di consolidamento.
Per poter accedere al livello ipogeo è stata inserita una scala di ferro e legno che conduce in un vano dove è stato posto il fonte battesimale col chiaro significato liturgico di scendere per immergersi nell’acqua e risalire a nuova vita.

Strutture in elevazione
La tecnica usata per il restauro dei paramenti murari in pietra è stata quella dello scuci-cuci o della risarcitura delle lesioni con schegge di pietra e malta cemento, a seconda dei casi e della estensione e profondità delle lesioni.
Infine, data la presenza di numerose catene in acciaio applicate alla struttura muraria dell’edifico, si è effettuata la verifica del tiro delle stesse nonché delle piastre di ancoraggio, e ove necessario, la registrazione.
Le malte usate sono state a base di calce curata colorate in pasta.
Tutte le volte sono state trattate con tecnica della scialbatura in calce derivata da studi sui resti presenti.
Ci sono stati alcuni interventi abbastanza decisi come quello della eliminazione di un muro in tufo posticcio che chiudeva il coro lateralmente.
Questo ha permesso di riportare alla luce un bellissimo paramento ligneo cassettonato e dipinto.
- Altra importante scoperta è stata quella della semicalotta superiore di un’abside con l’affresco raffigurante la Pentecoste con lo Spirito Santo che discende sulla Madonna in pozione centrale circondata dagli apostoli.
Questa traccia, testimonianza di una chiesa precedente è uno dei tasselli del mosaico di informazioni che potranno aiutare gli studiosi nel ricostruire il processo di trasformazione dell’edificio esistente.
- Ancora è stato riaperto l’antico portale laterale chiuso per secoli da una tamponatura.
- La controfacciata è stata liberata dalla bussola posticcia ed adornata da un bellissimo quadro dell’ascensione Madonna in Cielo.

Il Pavimento
Il pavimento esistente si componeva di una parte centrale in pietra e di tanti rappezzi in marmette di cemento.
Durante i lavori di scavo abbiamo ritrovato piccole porzioni della pavimentazione in cotto rettangolare con alcuni pezzi decorati.
Dopo lunghi studi si è deciso di riproporre la pavimentazione della versione “barocca “ della chiesa: in cotto con decorazioni in cotto smaltato. I resti decorati sono stati recuperati e riprodotti in laboratorio a mano.
La pavimentazione non tocca mai direttamente le antiche pietre dei pilastri . Tra l’antico e il nuovo è stata lasciata una fascia di “rispetto” in resina in modo che la lettura sia immediata.

Gli altari
L’altare centrale marmoreo del sec XVII è stato completamente restaurato mentre gli altri solo ripuliti.
E’ stato ricomposto l’altare ligneo che era stato diviso tra due cappelle e dove finalmente rivedremo la splendida tavola del Vivarini della Madonna in Trono.

Gruppo di lavoro:
- Coordinamento restauro: arch. Marcello Benedettelli
- Gruppo Diocesi: Mons Saverio Pellegrino, Mons. Angelo Di Pasquale, Mons. Giuseppe Paolillo.
- Progettista e direttore dei lavori Arch. Francesca Onesti, con Arch. Donata Di Domizio,
- Progettista del consolidamento strutturale Ing. Nicola Ronchi;
Progetto illuminotenico : Studio Assioma;
- Geologo: dott. Raffaele Pansini
- Impresa esecutrice: Impresa Cilli Cosimo , coordinata dal prof.Cosimo Cilli con Ruggero, Peppino, Emanuele, Cosimo, Lello, Lorenzo di Leo e Antonio Cassetta
- Restauro altari marmorei: Barbara Barile, Maria Teresa Sfregola:
- Ceramista : Barbara Napoleone;
- Impianto Elettrico: Doppia C impianti di Capacchione Cosimo e GianLuca;
-Impiantoaudio:Nando

-Opere in ferro: Nicola Daloiso
Opere di falegnameria: Nicola Lasala
Realizzazione corpi illuminanti in ottone anticato Nicola Cafagna e Angelo Lombardi;
Illuminazione generale EDIF s.p.a. di Barletta e i Guzzini.
Pavimentazione in cotto: Cotto antiqua;
Pavimentazione in pietra : Trani marmi s.a.s. di Giuseppe Porcelli;
Collaboratori: Biagio Schiamone, Michele Monterisi, Emanuele Daloiso,
Inizio lavori: settembre 2007 / Fine lavori: novembre2009

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